IL COLLARE DETTO 'A STRANGOLO' O 'A STROZZO'
Il Comune di Venezia, nel creare il Regolamento di Igiene Urbana Veterinaria ha inserito queste parole:
Art. 3, comma 11:
E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica. E’, altresì,
vietata la vendita, la detenzione e l’uso di collari che provochino scosse elettriche, di collari
a punte e di collari che possono essere dolorosi e/o irritanti. E’ vietato, inoltre, l’uso di
collari a strangolo e di museruole “stringibocca” per i cani, salvo speciali deroghe certificate
dal medico veterinario che ne attestino la necessità e il periodo di utilizzo.
Art. 26:
Ogni violazione delle norme e prescrizioni del presente Regolamento, salva l’applicazione
della legge quando il fatto costituisca più grave illecito, è punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria da Euro 25,00 a Euro 500,00 [...]
Detto questo, appare evidente che il circolare all'interno del Comune di Venezia col cane al quale sia stato fatto indossare il collare a strangolo, integra alla perfezione il comma 11 dell'art.3, pertanto il trasgressore si vedrà elevare una sanzione amministrativa di €50,00.
Laddove invece non ci siano normative specifiche che disciplinino detto strumento, basandosi su ciò che è risultato da una ricerca medico-veterinaria, si può interpretare l'utilizzo del collare in questione come maltrattamento di animali ai sensi della L.189/04 in quanto mezzo coercitivo per raggiungere in breve tempo l'obiettivo dell'obbedienza, a discapito della salute del cane, ed evitare così di "sprecare" energie tentando di addestrare amorevolmente il proprio Fido.
A tal proposito si riporta qui sotto il testo della ricerca già menzionata, nella quale non mancano i riferimenti bibliografici.
Ovviamente, in situazioni in cui il collare in questione sia utilizzato, sfruttando la sua azione coercitiva, per svolgere attività per le quali non sia stato creato, anche all'interno del Comune di Venezia, verrà valutato se procedere in via amministrativa, elevando la sanzione di cui sopra, oppure se ipotizzare il reato di maltrattamento di animali.
Relazione Medico-Veterinaria:
Utilizzo del collare a strangolo durante attività di addestramento.
Dal punto di vista medico l'utilizzo del collare a strangolo potrebbe verosimilmente essere causa di diverse patologie più o meno gravi, tra cui lesioni traumatiche a carico di trachea ed esofago, compressione e conseguente paralisi del nervo laringeo (sindrome da paralisi laringea appunto), danni oculari secondari all'improvviso aumento di pressione intraoculare che si verifica durante lo "strattonamento", fino a situazioni forse più rare, ma comunque possibili, quali dislocazioni vertebrali e conseguente sintomatologia neurologica. Ovviamente la possibilità che una o più di queste patologie si instauri è proporzionata alla frequenza e all'energia con cui si utilizzano i collari a strangolo e non da ultimo la taglia del cane. A riguardo esistono pubblicazioni scientifiche seppur non recenti ( Hallgreen A. ,1992 "Spinal anomalies in dog" ABCN 9 (3), e Miles, 1991 "Trainers and chokers. How dog trainers affect behaviour problem in dogs", Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, vol. 21)
Dal punto di vista etologico/comportamentale non ci sono dubbi che il loro utilizzo sia sconsigliato dalla quasi totalità dei medici veterinari comportamentalisti e da molti addestratori. Il metodo di addestramento che utilizza il collare a strangolo (cosi come quello con il collare a punte) si basa sul rinforzo negativo: quando il cane tira il collare si stringe, quando il cane si ferma (o comunque esegue una procedura desiderata dal conduttore) il collare si allenta quindi in questo caso il premio per il cane è la liberazione dallo stimolo dolorifico. Nulla a che vedere quindi con un addestramento che sia fonte di divertimento per cane e proprietario che attraverso una serie di esercizi instaurano un rapporto di empatia. Servirsi del dolore e/o della paura per indurre un cane ad ubbidire può peggiorare l'aggressività in alcuni cani ed il cane aggressivo per dominanza può diventare pericoloso per lo stesso proprietario. Cosi come non ci sono dubbi che molti addestratori prediligano l'utilizzo del collare a strangolo perché si ottengono buoni risultati (far eseguire al cane quello che si desidera) in tempi molto più brevi che non utilizzando sistemi meno coercitivi ( Karen L. Overall, "La clinica comportamentale del cane e del gatto").
Si ritiene dunque che l'utilizzo dei collari a strangolo sia una pratica educativa da abbandonare, a maggior ragione se rivolta ad un cucciolo, a favore di tecniche di addestramento basate sul rinforzo positivo (premio ogni volta che il cane esegue correttamente un comando), cosi da ottenere un cane educato e soprattutto equilibrato.